Zonazione
Alla ricerca
del terroir ideale
Probabilmente,
in modo empirico, è sempre stato così, con nozioni tramandate di generazione
in generazione. Ma la svolta "scientifica" la si deve ai monaci
cistercensi della Borgogna che nel XII secolo scoprirono le profonde differenze
quantitative e qualitative dei vitigni a seconda del luogo e del modo in cui
erano messi a dimora. Ad intuire, cioè, che esiste il vitigno adatto in
rapporto alla situazione geografica, al clima e al terreno.
Oggi la zonazione è la parola d'ordine della
viticoltura di qualità. Sembra un'operazione banale ma in realtà comporta
studi e ricerche approfondite. Implica competenze specifiche differenti per
studiare gli aspetti inerenti al suolo, al clima, alla botanica, analizzando
regione per regione, zona per zona, collina per collina e, a volte, filare per
filare quelle che possono sembrare piccole differenze ma che in realtà possono
rivelarsi le basi per la produzione di un grande vino. Ne sono esempi famosi
vini prodotti da uno specifico vitigno che solo con quel microclima,
quell'esposizione e quel terreno riescono a raggiungere livelli unici.