Vinificazione dei
vini bianchi
Come già
detto le sostanze coloranti di un vino si nascondono in maggior parte nelle
bucce: per ottenere un vino bianco è pertanto indispensabile separarle prima
della vinificazione. Da ciò ne consegue che è possibile ottenere vini bianchi
sia da uve a bacca bianca che da uve a bacca nera. Solo la polpa viene infatti
usata e quasi tutte le varietà (sicuramente quelle più "nobili"),
hanno polpa bianca, indipendentemente dal colore della buccia.
Le uve sono pigiate con pressatrici che schiacciano
l'uva in modo soffice, in modo da ottenere un mosto il più possibile
"pulito". A questo punto si procede alla
chiarificazione del mosto, attraverso un processo di
filtrazione
o centrifugazione.
Il liquido ottenuto, con l'aggiunta di una dose di
anidride solforosa (che ha funzione antiossidante e disinfettante) viene
trasferito nella vasca, dove avverrà la fermentazione
alcolica, che va riempita solo per i 4\5 della sua capacità totale,
perché il gas che si svilupperà durante la fermentazione possa occupare lo
spazio rimasto sopra il mosto, proteggendolo dall'azione dannosa che
provocherebbe il contatto con l'ossigeno. La temperatura del mosto va portata,
con l'utilizzo di speciali attrezzature, sull'ordine dei 18-20°C. Come si può
notare la fermentazione dei vini bianchi viene svolta a una temperatura molto più
bassa di quella ideale per i vini rossi: troppo calore causerebbe una perdita di
finezza del prodotto.
È importante mantenere questa temperatura,
intervenendo quando il calore sviluppato dalla fermentazione si alza anche fino
a 35-37°, punto in cui il processo si arresterebbe e i batteri prenderebbero il
sopravvento danneggiando irrimediabilmente il vino. È fondamentale quindi
procedere a una fermentazione controllata governando la temperatura di
fermentazione mediante sistemi di raffreddamento delle vasche dove avviene il
processo. Quando i lieviti
hanno esaurito gli zuccheri
contenuti nel mosto, tra i dieci e i venti giorni per i vini bianchi, la
fermentazione è completata.
A seconda poi della tipologia di vino che il
produttore vuole ottenere, si procederà al passaggio in botti di legno oppure
si trasferirà il vino, adeguatamente ripulito con filtrazioni, centrifugazioni
e travasi, in contenitori di acciaio inox in attesa dell'imbottigliamento.
Il freddo è uno degli alleati più importanti, sia in fase di conservazione che
di imbottigliamento: le basse temperature preservano gli aromi e ritardano il
decadimento del vino. I più moderni impianti di imbottigliamento consentono il
trasferimento del vino controllando le temperature e, attraverso microfiltri, di
trattenere gli eventuali microrganismi ancora presenti nel vino che potrebbero
dar luogo in bottiglia a fenomeni di fermentazione indesiderati.
Per i vini bianchi più longevi e importanti, è
consigliabile far seguire la fermentazione
malolattica che, trasformando l'acido malico in acido lattico,
attenua l'acidità
totale del vino.
Questa è la fermentazione
"tradizionale", che può però essere integrata da altre tecniche,
come quella della criomacerazione.
Nelle bucce, si è detto, si nascondono gran parte delle sostanze coloranti ma
anche molte sostanze aromatiche. Raffreddando il mosto (e impedendo così
l'avvio delle fermentazione) e lasciandolo a contatto con le vinacce per qualche
ora si riescono ad estrarre le sostanze aromatiche senza avere un
"inquinamento" colorante.