Vinificazione dei
vini rossi/rosati
Appena
colta l'uva viene portata in cantina. Quella destinata all'ottenimento di un
vino rosso viene prima pigiata, mediante attrezzature che rompono gli acini
senza lacerare la buccia e senza frantumare i vinaccioli (qui si nascondono la
maggior parte dei polifenoli
sostanze importantissime per i vini rossi) e diraspata (i raspi vanno separati
dalla massa del pigiato perché ricchi di sostanze tanniche erbacee).
Il mosto
viene poi trasferito nella vasca dove avverrà la fermentazione
alcolica, che viene riempita per 4/5 della sua capacità. Viene poi
aggiunta una giusta dose di anidride solforosa, che, oltre ad avere una funzione
antiossidante e disinfettante, svolge anche un'azione solvente sulle sostanze
coloranti contenute sulle bucce.
La temperatura viene portata a circa 28-30°C (a
seconda della tipologia di uve e delle scelte del cantiniere), e a questo punto
comincia la fermentazione, segnalata dal gorgoglio dell'anidride carbonica. È
la fase "tumultuosa": le vinacce, spinte dal gas che si sviluppa,
cominciano ad affiorare e formano uno strato di copertura che viene chiamato
"cappello". È necessario "rompere" continuamente questo
cappello per impedire che si ossidi a contatto con l'aria e anche per favorire
la dispersione del calore. Questa operazione viene detta follatura, e va
ripetuta più volte al giorno per più giorni. Può essere fatta manualmente in
recipienti piccoli, utilizzando dei bastoni detti follatori, oppure in
recipienti grandi per mezzo di pompe che prelevano il mosto dalla parte più
bassa del contenitore e lo reimmettono dall'alto. Questa operazione è detta
rimontaggio.
Quando le quotidiane misurazioni (ne vengono
solitamente effettuate una alla mattina e l'altra alla sera) mostrano che la
percentuale di alcol contenuta nel mosto è rimasta invariata, la fermentazione
ha termine. Nel mosto è sicuramente presente ancora una certa quantità di zuccheri,
ma i lieviti
sono spossati e deboli e non sono in grado di continuare il loro lavoro. Ora però
il vino che è stato ottenuto risulta torbido e ricco di gas e vinacce. Bisogna
dunque separare la parte liquida da quella solida. Questa fase si chiama
svinatura.
Al termine di questa operazione il vino, limpido e
pulito, può essere trasferito in recipienti di acciaio, nel caso di un vino da
consumarsi giovane, oppure in botti di legno se si tratta di vino da
invecchiamento.
Spesso, soprattutto per i vini destinati
all'invecchiamento, alla fermentazione alcolica segue la fermentazione
malolattica , processo che, trasformando l'acido malico in acido
lattico, ammorbidisce il vino.