Vendemmia
È
l'appuntamento più importante dell'anno, la resa dei conti di 12 mesi di
fatica. Scegliere il momento giusto per la raccolta non è facile.
Dipende, innanzitutto, dalla varietà e dalla
destinazione enologica delle uve. Per le varietà il "testimone", che
viene preso come riferimento, è l'uva da tavola Chasselas, che viene
solitamente vendemmiata tra la fine di agosto e l'inizio di settembre. Parte così
quella che viene definita la prima epoca vendemmiale di cui fanno parte i vari
Pinot da vinificare in bianco, il Traminer, lo Chardonnay. Dopo circa 15 giorni
parte la seconda epoca, che vede protagonisti altri vitigni a bacca bianca come
il Sauvignon Blanc, il Moscato, il Riesling, il Sylvaner ma anche i primi rossi,
come Cabernet Sauvignon, Merlot, Dolcetto. Ancora una quindicina di giorni e
parte la terza epoca, periodo di raccolta per le uve Barbera, Lambrusco,
Grignolino, Trebbiano, Sangiovese...
Sono ovviamente riferimenti puramente indicativi,
soggetti a differenze tra zona e zona e tra annate diverse. Ancora più
variabile la scelta del momento giusto per la vendemmia effettuata dal
viticoltore in base al vino che vuole ottenere.
La maturazione dell'uva comporta un graduale
aumento degli zuccheri
(che verranno trasformati in alcol) e una conseguente diminuzione dell'acidità:
sulla base di questa evoluzione il viticoltore compierà le scelte adeguate. Per
esempio, chi vuole produrre un vino bianco da bersi giovane magari frizzante,
che richiede una discreta acidità che servirà a renderlo fragrante, raccoglierà
le uve precocemente, scelta che favorisce anche una maggior freschezza
aromatica.
Dal lato opposto chi vuole produrre un vino rosso
importante, destinato all'invecchiamento, che richiede un elevato grado alcolico
in grado di mantenerlo nel tempo, tarderà la raccolta per avere un più elevato
tenore zuccherino. Un discorso a parte va fatto per le uve destinate alla
produzione di vini da sovramaturazione o di vini passiti: in questo caso la
raccolta viene posticipata per favorire una disidratazione dell'acino a
vantaggio di un elevata concentrazione zuccherina.
Per stabilire il momento giusto per la vendemmia si
prelevano grappoli a campione nel vigneto e si misurano con un
mostimetro
o un rifrattometro i livelli zuccherini e di acidità. Con un orecchio sempre
teso alle previsioni del tempo, però: l'uva bagnata non può essere raccolta
perché l'acqua piovana influisce negativamente nella composizione del mosto.
Recenti ricerche hanno inoltre individuato un altro
elemento importante da prendere in considerazione nella scelta del periodo
vendemmiale, in particolar modo nelle uve destinate ai vini rossi. È la
maturazione fenologica, ovvero lo "stato di salute" dei
polifenoli,
indispensabili sostanze che conferiscono colore e struttura al vino rosso. L'equilibrio
di un vino è infatti dato da diversi elementi combinati insieme: può quindi
risultare controproducente raccogliere tardivamente un'uva per avere più
zuccheri se questo protrarsi influisce negativamente sui polifenoli.
I viticoltori più attenti alla qualità raccolgono
le uve manualmente, in piccole cassette, in modo da poter fare una precisa
cernita dei grappoli migliori ed evitare la rottura degli acini prima che l'uva
arrivi in cantina. I sistemi di vendemmia meccanica possono essere usati solo in
certi terreni e con certi sistemi di allevamento. Seppur in continua evoluzione,
soprattutto in termini di cernita dei grappoli, non garantiscono la scelta
qualitativa che solo l'attento occhio di un uomo può effettuare.