Tappo & Tappi
Sughero sì o
sughero no?
Dimenticheremo
il più tipico gesto del sommelier: annusare il tappo di sughero prima di
servire il vino? Pare proprio di sì. Gli esperti prevedono infatti che entro
qualche anno almeno 5 milioni di bottiglie useranno tappi di plastica
biodegradabile. Scandalizzati? Eppure molti produttori prendono in seria
considerazione l'idea, soprattutto per i vini da bersi giovani.
Il sughero è utilizzato perché consente un
seppure limitato scambio fra l'interno e l'esterno della bottiglia. Uno scambio
ritenuto essenziale per far "evolvere" il contenuto e fargli
raggiungere quella ricchezza e complessità che solo un vino elevato per anni in
bottiglia con un tappo naturale sa raggiungere.
Il caratteristico sentore di tappo, altra faccia
della medaglia, è dovuto alla presenza di un parassita, l'Armillaria mellea, un
fungo che si sviluppa nelle grosse radici o sulla base della quercia del
sughero. In realtà identificare il fungo è facile: le piante attaccate da
Armillaria hanno la corteccia bianca e sono facilmente eliminabili. Più
frequenti sono i "falsi" sentori di tappo, dovuti a successive
alterazioni del sughero o del vino riconducibili all'uso di botti o barrique con
doghe di cattiva qualità, a sapori di muffa dovuti allo sviluppo di
microrganismi nel tappo, a situazioni poco idonee in cantina (eccessiva umidità,
per esempio) che influiscono negativamente sul sughero.