Etichetta
DOCG, DOC,
IGT...
Più o
meno belle, più o meno accattivanti ma tutte (o almeno così dovrebbero essere)
a norma di legge. L'etichetta è infatti il mezzo attraverso il quale il
consumatore dovrebbe poter dedurre tutte le informazioni riguardanti il vino che
sta bevendo, insomma una sorta di carta d'identità della bottiglia.
I vini si dividono in tre grandi categorie: vini da
tavola, vini di qualità e vini speciali. I vini da tavola si dividono a loro
volta in vini da tavola e vini da tavola con indicazione geografica tipica (IGT).
Sono sottoposti a norme e controlli meno severi di quelli che regolano le
caratteristiche dei vini di qualità, ma questo non sempre significa che siano
di bassa qualità o sofisticati: sono molti gli esempi italiani di "vini da
tavola" famosi che utilizzano uvaggi o tecniche di vinificazione non
previsti dai disciplinari di produzione D.O.C della zona.
I vini da tavola con indicazione geografica tipica
(IGT) provengono per almeno l'85% dalla zona geografica di cui portano il nome e
devono rispondere ad alcuni parametri come ad esempio la resa massima di uve per
ettaro, la gradazione alcolometrica minima naturale, i vitigni da cui possono
essere ottenuti ecc.
I vini di qualità si dividono a loro volta in
denominazione di origine controllata (DOC) e denominazione di origine
controllata e garantita (DOCG). I vini DOC sono originari di una regione ben
determinata. Le caratteristiche enochimiche e organolettiche devono rispettare
alcuni parametri ben precisi: in pratica tutto il ciclo produttivo dal vigneto
alla bottiglia deve essere conforme a quanto stabilito dal disciplinare
di produzione. Prima di essere immessi in commercio devono sottostare
a due esami chimico-organolettici di cui uno durante la fase di affinamento e
l'altro prima dell'imbottigliamento.
I vini DOCG sono prodotti di particolare pregio
sottoposti a regole ben più severe dei precedenti. Su ogni bottiglia viene
applicata una fascetta di Stato assegnata agli imbottigliatori in base agli
ettolitri di vino effettivamente prodotti. Prima di essere immessi in commercio
devono sottostare a due esami chimico-organolettico, di cui uno durante la fase
di affinamento e l'altro prima dell'imbottigliamento. Per i vini DOCG è
obbligatorio dichiarare l'annata della vendemmia, la stessa indicazione è
obbligatoria per i vini Novelli e per i vini DOC che hanno la qualificazione
superiore o riserva (riserva è un vino sottoposto a invecchiamento più lungo
di quello normale, superiore indica un vino che ha caratteristiche migliori dei
semplici DOC).
Infine i vini speciali: si dividono in spumanti,
liquorosi e aromatizzati. I vini spumanti possono essere qualificati come VSQPRD
(vino spumante di qualità prodotto in regione determinata), VSQ (vino spumante
di qualità). Per quanto riguarda la lavorazione si distinguono due metodi:
metodo classico, metodo Charmat-Martinotti. A seconda del contenuto zuccherino
esistono sette diversi tipi di spumante: dosaggio zero, extra brut, brut, extra
dry, secco, semisecco e dolce.
I vini liquorosi sono ottenuti da un vino base (di
solito da vitigni aromatici) a cui si aggiunge acquavite o alcol o mosto
concentrato. I vini aromatizzati sono arricchiti di alcool, zucchero e infusi o
estratti di erbe che danno particolari sapori. Devono riportare sull'etichetta
una delle seguenti denominazioni: vino aromatizzato, vermut o vino chinato.