Disciplinare di produzione
Vigneti con
pedigree
Per
fregiarsi della dicitura D.O.C. (Denominazione d'Origine Controllata) o D.O.C.G.
(Denominazione d'origine Controllata e Garantita) un vino deve essere prodotto
seguendo precise regole di coltivazione e di vinificazione e deve
successivamente passare all'esame di una commissione che solitamente fa capo a
una Camera di Commercio.
Queste regole sono ben esposte nei disciplinari di
produzione stilati per ogni D.O.C. o D.O.C.G. Si tratta di regolamenti ai quali
i produttori devono attenersi. Il disciplinare precisa le zone di produzione
definendone meticolosamente i confini, indica i vitigni che possono essere
utilizzati nella produzione del vino, la resa massima di uva per ettaro, le
eventuali tipologie ammesse (spumante, dolce, secco, riserva, superiore...), la
gradazione
alcolica minima, l'eventuale invecchiamento minimo e persino le
principali caratteristiche organolettiche.
Una legge varata di recente, la 164, ha cambiato la
metodologia di controllo delle produzioni (ovvero del rispetto dei disciplinari)
imponendo, per ogni Denominazione di Origine Controllata, un Ente con funzioni
di tutela e controllo dell'intera produzione D.O.C..
Funzioni che, secondo la Legge, possono essere
svolte o da un Consiglio interprofessionale creato allo scopo o, qualora esista
sul territorio, dal Consorzio di produttori.