Decantazione
Una boccata d'aria
Il vino è vivo: tra l'imbottigliamento e il consumo lo si può immaginare in una sorta di "letargo", durante il quale riposa per anni chiuso in bottiglia, coricato al buio. Una volta stappato ha comprensibilmente bisogno di un po' di tempo, e soprattutto un po' di aria, per risvegliare i suoi profumi più fini.
È per questo che un vino invecchiato ha bisogno di una decantazione, quell'operazione ricca di fascino che, secondo le regole, dovrebbe essere fatta con l'ausilio di una caraffa trasparente (il decanter) e una candela. Dopo aver lasciato per qualche ora la bottiglia in posizione verticale bisogna procedere con cautela, versando lentamente controllando lo scorrimento del vino con l'aiuto della luce della candela: appena appare un segno di deposito o di filamento si smette di versare. Nell'ampia caraffa il vino ha la possibilità di respirare per qualche decina di minuti.
Diverso il discorso per i vini molto invecchiati (venti anni o più): un'ossigenazione così rapida potrebbe essere uno choc troppo forte per il vino facendolo decadere immediatamente. In questi casi è meglio risvegliarlo lentamente, versandolo direttamente in bicchieri ampi (i cosiddetti baloon).