Criomacerazione
I bianchi che
vengono dal freddo
Nelle
bucce e nei vinaccioli si nascondono sostanze necessarie ai vini rossi (come i
tannini e le sostanze coloranti) ma negative per i vini bianchi. Nella parte
interna delle bucce risiedono però la maggior parte degli aromi.
La criomacerazione permette di estrarre il massimo
degli aromi senza acquisire sostanze negative per il vino bianco. Il mosto,
ottenuto tramite pigiadiraspatura, viene raffreddato a 5-8° gradi per un
periodo che va da 10 a 24 ore. Il freddo inibisce gli enzimi, e consente al
vino, con l'avvio della fermentazione
alcolica, di acquisire molte sostanze odorose aromatiche e pochi polifenoli.
Si ottiene un vino ricco di aromi primari, cioè
quelli provenienti dal vitigno, povero di tannini e di colore; in sostanza si
avrà un vino morbido, con una vasta gamma di
profumi
che richiamano l'uva dalla quale il vino è prodotto. Questo vino risulta
piuttosto stabile alle ossidazioni proprio perché sono stati inibiti gli enzimi
e quindi tende a mantenere a lungo un bel colore.