Analisi gustativa
L'ultima
fase della degustazione è l'esame gustativo. Solo quattro sono i sapori
percepiti dalla lingua: il dolce in punta, il salato
e l'acido sulle pareti laterali, l'amaro in fondo. Si può dire quindi che il
gusto è il più grossolano dei nostri sensi, ci fornisce inoltre alcune
sensazioni di tipo tattile (astringenza o sensazione allappante provocata dai
tannini e il pizzicore dell'effervescenza) e termico. Proviamo a mettere in
bocca una prima quantità di vino per "avvinare" la bocca e poi
effettuiamo un sorso più consistente. Tratteniamo il liquido dapprima nella
parte anteriore della bocca e poi spargiamolo in tutta la cavità orale. Gli
elementi da prendere in considerazione sono: la struttura generale,
l'equilibrio,
l'intensità delle sensazioni retronasali (aromi) e la persistenza. Per
struttura generale si intende lo spessore, la consistenza e il corpo del vino
dato da alcool insieme a tutte le sostanze che lo compongono (polifenoli,
acidi fissi, sali, zuccheri,
glicerina). Per equilibrio di un vino bianco si intende il risultato del
rapporto morbidezza e acidità;
in un vino rosso il rapporto tra morbidezza, acidità e tannicità. Per quanto
riguarda l'intensità delle sensazioni retronasali si intende il complesso delle
sensazioni gusto olfattive percepite in via indiretta dopo aver fatto ruotare il
vino in bocca e deglutito; non dimentichiamo infatti che l'olfatto gioca un
ruolo fondamentale nelle sensazioni del gusto; più le impressioni sono
facilmente percepibili e identificabili più intensa sarà la sensazione
retronasale. Infine la persistenza ci indica la durevolezza delle sensazioni
olfatto-gustative del vino: più permangono ricordi uguali o simili a quando il
vino era in bocca, maggiore definiremo la persistenza del vino. Il palato dovrà
confermarci i descrittori riscontrati dal naso e fornircene di nuovi, sempre
richiamando le analogie elencate per l'esame olfattivo. È il naso, infatti, che
"comanda": provate ad assaggiare qualsiasi cosa tappandovi il naso. Il
gusto che ne percepirete sarà notevolmente inferiore, come accade quando si ha
un forte raffreddore.
A proposito di stato fisico: un vino si degusta al
meglio quando si è in buone condizioni fisiche e mentali. È tempo sprecato
assaggiare un vino quando si ha mal di testa, lo stomaco fuori posto oppure si
è di corsa per qualche impegno. L'ora migliore è la tarda mattinata, a stomaco
vuoto, quando si inizia ad avere un po' di appetito e tutti i sensi sono
"all'erta". Bisognerebbe avere la cavità orale "pulita" da
caramelle o da sigarette, così come andrebbero evitati profumi e cosmetici.
Degustate vini "in crescendo", ovvero prima quelli più leggeri e meno
invecchiati, altrimenti naso e palato si "brucerebbero" per i vini
successivi. Tra un vino e l'altro, per "pulire" la bocca, è possibile
mangiare un pezzo di pane o un grissino, assolutamente "neutri". C'è
un limite ai vini che si possono degustare: è inutile assaggiare "in
batteria" 10-12 bottiglie di vino rosso, gli ultimi saranno sprecati.
Infine, non fatevi condizionare e non condizionate
gli altri. Non vogliamo con questo dire che in degustazioni non ufficiali si
debba seguire un cerimoniale rigido e silenzioso, ma soltanto che spesso il
giudizio altrui (soprattutto di gente che riteniamo più esperta di noi) può
condizionarci. Cercando di suddividere sempre i vostri giudizi tra oggettività
e soggettività: un vino può essere un grande vino ma semplicemente a voi non
piace. Cercate quindi prima di analizzarlo sotto il profilo "tecnico"
e poi trarrete valutazioni personali.
E non fatevi condizionare se qualcuno vi prende in
giro: godetevi il vostro bicchiere di vino, analizzatelo (senza essere
logorroici, però), e rifuggite da frasi tipo "Tu che sei esperto, che vino
è questo?" Un degustatore non ha la sfera di cristallo: esistono
innumerevoli tipologie di vini, prodotti da innumerevoli vitigni, in
innumerevoli regioni del mondo con diverse tecniche di degustazione. Limitatevi
nel cercare di scoprire l'età di un vino, il vitigno di origine, il sistema di
vinificazione (un passaggio in legno, per esempio) lasciando agli indovini
l'identificazione precisa di un vino semplicemente dopo avere esaminato il
contenuto di un bicchiere.