Ampelografia
L'identikit del vitigno
Foglia media tendente al piccolo, tri e pentalobata, con seno peziolare a lira stretta con bordi sovrapposti. Il grappolo maturo è di grandezza media, compatto, conico-cilindrico a volte piramidale. L'acino è di grandezza media, con ombelico persistente, di colore giallo dorato tendente all'ambrato...
Ci fermiamo qui ma potremmo proseguire per molte pagine: è un frammento di una descrizione ampelografica di un vitigno, una vera e propria carta d'identità che ne descrive minuziosamente le caratteristiche.
La scheda ampelografica è l'atto finale dell'ampelografia, una scienza che si occupa della classificazione e della descrizione delle diverse specie e varietà di vite. Un compito non facile: la vitis vinifera è infatti una pianta che si adatta a vivere in suoli e climi molti diversi, attraverso continue mutazioni. La scheda ampelografica più diffusa è quella approvata dalla commissione internazionale dell'Office International de la Vigne et du Vin (O.I.V.) e per ogni varietà di vitigno ne evidenzia: il nome e i sinonimi, le caratteristiche vegetative (portamento, vigoria, descrizione del grappolo, dell'acino, della foglia, l'epoca di germogliamento, l'epoca di maturazione) le attitudini colturali (comportamento rispetto a fattori climatici, a insetti e a malattie), i terreni più idonei.
A proposito, il testo iniziale proviene da una scheda ampelografica riferita al Moscato.